Letta nell 1985 questa notizaia per tutti noi avrebbe avuto poco senso. Ma io mi ci sono imbattuto oggi...
Come sempre succede quando un fenomeno acquisisce dimensioni di massa, si scatenano i dibattiti tra coloro che lo giudicano positivo,e quelli che invece lo demonizzano. Vediamo qui di seguito quali sono le ragioni dell'accusa e quali quella della difesa.
L'accusa:
- L'aspetto innaturale, mostruoso e inquietante di molti personaggi.
- L'unica ragione di essere dei Pokémon č combattere. Perciň sono violenti e creano aggressivitŕ.
- Il gioco basato sull'accumulazione (piů Pokémon si hanno piů si č potenti) detemina nei bambini una spinta compulsiva all'acquisto per "acchiapparli tutti".
- Dal videogioco al cartone, dal cartone al film, dal film alle figurine, e via in un circolo consumistico vizioso: i bimbi sono oggetto di un bombardamento multimediale interattivo senza precedenti
- Per accaparrarsi le figurine in America i ragazzi hanno assunto comportamenti delinquenziali: rubare, addirittura accoltellare.
La difesa:
- Sono sě mostri, ma chiusi in una "gabbia", la sfera poké: come dice il suo creatore, il giapponese Sathoshi Tajiri, «la cosa importante č che fossero controllabili. Li misi in una gabbia, come il mostro che č in noi, come la paura e la rabbia».
- I Pokémon combattono senza morti né feriti (al massimo si va a un centro pokémon a farli ricaricare)
- Il consumismo e il collezionismo sono meccanismi infantili normali. Sono gli adulti che dovrebbero limitarsi, invece si sono gadgettizzati dando ai bambini un esempio negativo. E non sarŕ certo una raccolta di figurine, per quando maniacale, a rovinarli.
- Questo gioco (soprattutto quello di carte) spinge i bambini a socializzare: scambiarsi figurine, sfidarsi nel gioco.
Credo che non interessi a nessuno ma ci tenevo a postarla... questo č il primo modo i n cui sono stati visti i pokemon e pian piano (ma neanche tanto) sono arrivati fino ad oggi con grandi Boom ma anche Flops... E purtroppo con un GCC sempre meno seguito... e mal pubblicizzato.


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Ma allora chi sei tu, insomma? Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente compie il bene (Goethe)


